La Colchide una regione del Caucaso: è la patria di Medea, figlia del re Eeta, discendente del Dio Sole


Terra del Toson d'Oro

Era ed Atena ordinarono ad Eros di far innamorare Medea di Giasone, affinché lo aiutasse a recuperare il vello d'oro.



Jeani, Lali e Shalva Burduli
La Georgia raccontata da me... La Georgia come la conosco io. La storia di una famiglia il nome della quale porto con l'orgoglio. Un dovere, una promessa spirituale a due uomini alla memoria dei quali e alla memoria di miei antenati mi inchino e con tanto amore e devozione dedico questa pagina.

Lali Burduli
Questa pagina racconta:
*Georgia e Italia nella mia vita
*Dal Diario di viaggio in Georgia 2001 di Marelli Emiliano
*Il regno di Georgia protetto dall'imperatore Bush di Dott. Sergio Romano
*Intervista a Fabrizio Romano- ex-ambasciatore italiano a Tblisi
*IGEPP-Programma Italo-Georgiano di collaborazione economica
*Piccola grammatica georgiana
*Teatro
*Cinema
*Musica
*I Foto-link I
*Vini e acqua minerale
*I Foto-link II
*"Da dove provengono i georgiani.." Dott. Giorgi Gabeskiria
*La' dove si incontrano l'Italia e la Georgia
*"Nelle famiglie Della Valle e Del Bufalo scorre anche il sangue georgiano..."
*"Dalle Dolomiti al Caucaso", la storia dei Dzalagonia italiani
*"L'emigrazione politica georgiana in Italia ed altro" a cura del Dott. Sergo Parulava
*I'Amore cantato in tre lingue
     
Lì, sul Caucaso, condannato ad un atroce supplizio, era incatenato Amirani, il "fratello" georgiano di Prometeo, colpevole di avere donato agli uomini il fuoco
Così incatenò il Titano ad una roccia sulle montagne del Caucaso, e dispose che ogni giorno l’Aquila divorasse il fegato di Prometeo

"Nell'Oriente esiste un popolo cristiano dei valorosi guerrieri, ardui, robusti e forti"...

San Giorgio-Lomisa, antiche origini della cavalleria georgiana

Storicamente il paganesimo in Georgia fu associato alla Luna. La divinità Lomisa (di Leone) che gode la popolarità straordinaria nella Georgia caucasica, sopra tutto nella regione Mtiuleti, prende origine nei tempi precristiani, nell'età di bronzo è associato al Sole. Lomisa, si narra, si stabilì sulle montagne di Mtiuleti. Fu un giovane guerriero sul cavallo scarlatto con la frusta in mano, con ogni colpo della quale abbatteva il male....
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Burduli.
Secondo il saggio del Dott. Alexandre Nazgaidze, Tbilisi, 1994.
Istituto Internazionale della cultura, storia e etnologia georgiana-caucasica.
Nome “Burduli” è di origine eponomico e proviene dalla regione montagnosa del Caucaso - Khevsureti, da dove il cognome si è sparso per tutta la Georgia, (Pshavi, Mtiuleti, Tianeti, Kakheti, Basaleti, Shiraki).
Esiste un'ipotesi che i Burduli erano di cognome Arabuli ed abitavano nella Khevsureti.
Uno dei Arabuli di nome Burdia, dopo aver giustiziato qualcuno del luogo, è dovuto andare a vivere dall'altra parte del crinale, nella Mtiuleti (l'unica regione della Georgia che non ha subito la schiavitù...»»»
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“I georgiani hanno tanti libri -manoscritti tra i quali ci sono tanti delle Sacre Scritture sulla vita dei padri greci (proprio come abbiamo noi), antichi Canoni; i libri sui cavalieri, come pure i libri delle fiabe e poesie.”
Notazioni sul regno de' Georgia Cristoforo Castelli 1642.
“...Pigliò allora il P.D. Giacomo l'evangelo Giorgiano e gli fece leggere...”
“...I Giorgiani nell'esterno ne paiono tante canesche quando son' appresso de pesci spada...”
Avitabile, Don Pietro, Relazione di Georgia, anni 1624[-]1638, 1650
Il Testamento della stirpe Burduli
dal libro “Narrazioni epiche e leggende georgiane”
Capitolo “Eroi popolari – fautori della libertà”
Ci assalivano nei vecchi tempi degli ossezi. Si radunavano in gruppi armati e assalivano i villaggi. Oggi toccava il borgo Arkhvati, domani – Mleta, dopo domani – Seturni...
A loro arrivo era obbligatorio di accoglierli, ammazzando un vitello, facendo un buon brodo, dissetandoli con la birra. Inoltre chiedevano “martebuli” - una ragazza o una giovane donna per passare la notte insieme. Il turno di ospitare gli invasori toccava secondo il sorteggio.
Il destino scelse la casa Burduli. Si narra che loro avevano una torre molto alta. Erano nove fratelli ed una sorella...»»»

Santuario di San Giorgio di Lomisa
I Burduli.
Nella leggenda sull'eroismo di Burduli si narra come ...»»»

Qui sotto vi riporto un'altra testimonianza riguardando la gloriosa storia della famiglia Burduli, quella dello scrittore-storico osseto.
Principe d'Aragvi

Dal racconto di Seka Gadiev(trad. Lali Burduli).»»»


I guerrieri khevsuri,
1900 ca
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Pellegrinaggio per la Festa di San Giorgio di Lomisa a Mleta
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Sin ai giorni nostri tutti i custodi di Lomisa provengono
dalla stirpe di Khutsa – Burduli...

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: " Sul crinale della montagna di Lomisa esiste la chiesa di San Giorgio (per questo motivo la montagna porta il suo nome) edificata senza la cupola."

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: "Da sud Lomisa guarda verso Ksani /valle del fiume/, da nord verso la Mtiuleti/regione montagnosa del Caucaso/.."

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: "Le falde della montagna non sono alberati, vi sono erbe e fiori, alberi crescono solo lungo le valli..."

La chiesa di San Giorgio, è costruita sul
crinale, divisore dei fiumi Ksani e Aragvi nel VIII-IX secolo

Paesaggio invernale di Lomisa

La festa di Lomisa ha luogo nella 7° domenica dopo la Pasqua.

San Giorgio è il protettore dei viandanti. Sul percorso dei pellegrini ci sono dei sorgenti d'acqua.

Là dove, secondo la leggenda, ha riposato il Toro Lomisa di San Giorgio, furono edificate le nicchie per la sosta e la preghiera.

Gli arcipreti (dekanozi-savi della comunità) del Santuario di San Giorgio di Lomisa provengono solamente dalla stirpe Burduli.

I Vessili del Santuario di San Giorgio di Lomisa

I Burduli del IXX secolo

La Croce -Icona del Santuario di San Giorgio di Lomisa

Nel giorno di Lomisa (Lomisoba) a Mleta si raduna tanta gente per la devozione e la preghiera.

Il Santuario di San Giorgio di Lomisa,VIII-IX secc.

L'antico campanile


Pellegrinaggio


Pellegrinaggio impegnativo

L'animale sacrificale

Esclusivamente i Burduli
hanno diritto di amazzare l'animale sacrificale


La maggior parte della chiesa è nella roccia, consiste da due livelli.

L'arciprete che deve essere sempre della stirpe Burduli porta fuori dalla chiesa il vessillo di San Giorgio di Lomisa e lo porta a piedi sulla cima di monte dove prende luogo la festa con i riti di sacrificio animale.

Dai tempi antichi i pellegrini esprimono la loro devozione, cilicio del pentimento o la richiesta da esaudire un desiderio tanto aspirato, mettendo sul collo una catena di ferro (50 kg ca) con il collare, facendo tre giri intorno al santuario con le preghiere.

A manifastare la devozione a San Giorgio di Lomisa vengono anche a giorno d'oggi, ci sono tanti giovani a mettersi la catena di ferro come cilicio per le loro promesse o richieste a San Giorgio di Lomisa.

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: " Vi sono posati in dono numerose icone e croci d'oro e d'argento."


Il vessilo del Santuario di San Giorgio di Lomisa


Ci sono tante icone e croci donati dai pellegrini devoti.

La Chiesa saggiamente ha
accettato l'antica tradizione e convivono così in sintonia la leggenda e la fede. Ogni pezza annodata vicino al santuario insieme alle candelle significa il desiderio da esaudire,
chiesto al Santo.

La porta di quercia del santuario fu coperta dalla corazza di ferro nei XVI-XVII secc. a seguito del miracolo avvenuto e collegato con essa

Il rito antico. Il vessilo del Santuario di San Giorgio di Lomisa e le croci-icone in possesso dei Burduli

Il vessilo del Santuario di San Giorgio di Lomisa sulla cima della montagna

Il rito antico per implorare la salute. Il vessilo del Santuario di San Giorgio di Lomisa e le croci-icone in possesso dei Burduli

Il santuario nell'attesa dei suoi devoti...

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La statua d'oro di San Giorgio, Santo patrono della Georgia, posta su una colonna di 33 metri nella Piazza della Libertà a Tbilisi

La statua è un dono dell'autore-scultore georgiano Zurab Tsereteli, Presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Russia nel giorno della festa di San Giorgio, il 23 novembre del 2006, il terzo anniversario dalla Rivoluzione delle Rose
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Mentre Dio distribuiva terre a tutti i popoli del mondo, i georgiani erano impegnati, come al solito, in una gigantesca tavolata. Essi arrivarono in ritardo, come sempre, e Dio disse loro che tutte le terre erano già state assegnate. I georgiani, senza esitare, risposero che erano in ritardo solo perché avevano brindato in onore di Dio Onnipotente. Saputo ciò, Dio fu così felice che diede ai georgiani quella parte della Terra che aveva riservato per sé.

Kartlos fu fondatore e padre eponimo leggendario della Georgia, nel relativo nucleo di Kartli (cfr. Iberia Caucasica). La sua storia è narrata nelle chronache georgiane medioevali, Kartlis Cxovreba, scritta secondo la tradizione orale da Leonti Mroveli nell'undicesimo secolo.
La leggenda vuole Kartlos come figlio di Targamos e, quindi, fratello di Haos, Movakos, Lekos, Heros, Kavkasos, e Egros dai quali presero le loro origini gli altri popoli caucasici. Kartlos ha unito la sua gente sotto la sua guida ed ha fondato la città di Kartli. Ha avuto parecchi figli - Mcxetos, Gardabos, Kakhos, Kukhos, Gachios, Uphlos, Odzrkhos, Javakhos – che divennero i fondatori eponomici e primi governatori di Mtskheta, Gardabani, Kakheti, Kukheti, Gachiani, Uplistsikhe, Odzrkhe, e Javakheti, rispettivamente.
Nel III secolo AC il Re Iberico Pharnavaz rivendicò la sua discendenza da Kartlos, essendo denominata Kartlosiani (Kartlosid) la sua discendenza
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L'Icona miracolosa della Madre di Dio degli Iberi (detta Iverskaya) proviene dal Monte Athos del monastero di Iveron che significa "degli iberi", perchè fondato dai georgiani, pii Ioannis l’Iviras e da Ioannis il Tornikios e custodita fino alla morte da un eremita georigiano di nome beato Gabriele

Secondo la tradizione, Iberia, denominata anche Georgia , è la provincia predestinata alla Madonna. Santo Stefano ci riferisce che dopo l'Ascensione del Nostro Signore, gli Apostoli e la Madonna rimasero in Gerusalemme di attendere il Conforto promesso, fu allora quando lottizzarono i paesi dove ciascuno di loro doveva andare a predicare l'insegnamento di Cristo. Quando con timore e reverenza lanciarono il sorteggio per la Madonna, il suo destino cadde sulla terra iberica. La Madonna ebbe l'intenzione di partire per l'Iberia dopo del giorno di Pentecoste, ma un angelo che le appare, la trattenne, dicendo che sarebbe dovuta rimanere a Gerusalemme avendo già l'età avanzate, mentre per la sua terra prescelta partì l'Apostolo Andrea, Protocletos, che predicò lungo il Mar Nero e convertì i popoli georgiani: guruli, imeri, megreli e abkhazi, ma non raggiunse la Georgia orientale. Predica nella regione anche S. Simone che sarebbe stato seppellito a Comani (vicino Sokhumi), S. Matteo che sarebbe stato seppellito a Gonio (vicino Batumi), S. Bartolomeo e S.Taddeo

Santa Nino (Santa Nina)
che convertì la Georgia al Cristianesimo
Tre secoli dopo nella terra prescelta per la Madonna fu mandata la Santa Vergine Nina per predicare nella terra d'Iberia: Kartli e Kakheti. Santa Nino (Santa Nina) nacque in Cappadocia ed era l'unica figlia dei genitori pii e nobili: il padre Zabulon, generale romano, e parente di San Giorgio, e la madre Susanna, sorella del patriarca di Gerusalemme. Divenne orfana dell'età di 12 anni e suo zio, patriarca di Gerusalemme si occupò di lei. Conduceva vita pia e di fede cristiana. La ragazza, una volta saputo della tunica del Signore, si interessò dove fosse. Ha saputo che il sacro abito, la tunica del Signore fu conservata nell'Iberia, nella città Mtskheta. Con la benedizione dello zio Patriarca, Nina partì per la terra di Kartli (Georgia orientale). Ebbe tanta difficoltà, ma superò con pazienza tutto. Una volta, nel sonno le si presentò l'angelo che le promise l'aiuto del cielo. Svegliandosi, Nina, ritrovò nelle mani una croce fatta di viti. Così, benedetta dal Signore, Nina cominciò di predicare.

La croce di vite fissata con i capelli della Santa Nino si conserva nella Cattedrale di Sioni in Tbilisi.

Santa Nino scelse il posto Bodbe per la sua dimora finale dove fu sepolta dopa la sua morte. Il monastero di Bodbe di Santa Nino (VI sec.) contiene la tomba di Santa Nino.

303 S.Nino predica nel Regno di Iberia.
325 Concilio di Nicea, l'attuale Georgia ricade nella giurisdizione del Patriarcato di Antiochia. Secondo alcuni è possibile che tale Stratophilus, Vescovo  di Bichvinta, abbia preso parte ai lavori di questo concilio.
326 il Re di Kartli (Iberia), Mirian, convertito da S.Nino, dichiara il Cristianesimo religione di stato e  l'Imperatore Constantino vi invia l'Arcivescovo Giovanni .

Il monastero di Jvari in Mtskheta si trova sulla cima del monte, nel luogo dove la missionaria Santa Nino eresse da sé una croce (“Jvari” in georgiano) nel IV secolo, per contrassegnare l’ingresso del cristianesimo in Georgia.
"E' un fatto storico indiscutibile che la Georgia è uno tra i paesi cristiani più antichi nel mondo. Sugli eventi ci raccontano i testi storiografici, agiografici, cronache, "vite", memorie... Un legame speciale tra la Georgia e le Sacre Scritture si manifesta anche da un semplice esempio etimologico: la parola "uomo" in lingua georgiana si pronuncia come "adamiani" ciò è di Adamo, proveniente da Adamo"... »»»
Santa Nino, la futura illuminatrice della Georgia, scelse il suo itinerario verso la terra degli iberi di Caucaso dove nella città di Mtskheta fu sepolta la tunica di nostro Signore Gesù Cristo...

"...fu proprio Elioz a comprare la tunica di Gesù crocifisso dal soldato romano e la portò a casa nella città di Mtskheta, nella capitale della Georgia..."

Santa Sidonia
"La sorella di Elioz, Sidonia, dopo aver abbracciato e stretto al petto la sacra tunica, morì estasiata. Non avendo potuto strappare la tunica dalle braccia di Sidonia, seppellirono la fanciulla insieme con la preziosa reliquia..."


S.Nina che da parte dei reali georgiani Mirian e Nana conquistò tutta la fiducia e devozione con la loro conversione al cristianesimo nel 326 e con la proclamazione dell'essa come religione di Stato nel 337, ordinò a tagliare l'albero cresciuto sulla tomba di Sidonia, di produrre sette pilastri alla base dei quali bisognava costruire una chiesa. Sei pilastri furono fissati in terra, ma il settimo usciva fuori e si pendeva in aria avvolto in una luce meravigliosa...

S. Nino pregò davanti al pilastro divino ed esso si mise in terra da sé, mentre dopo quel giorno S. Nino smise di cercare la tunica del Signore. Sulla tomba di Sidonia con la Sacra Tunica, invece, il Re Mirian fu edificare la Cattedrale di nome "Svetitskhoveli" - "pilastro vivifico".

La Cattedrale Svetitskhoveli

Volto di Cristo (la Veronica, mandilion) - l'icona del Salvatore a Mtskheta

La tomba della Santa Sidonia contenente la Sacra Tunica-"pilastro vivifico"
Per i georgiani La Sacra Tunica del Signore è sempre lì, in base al "pilastro vivifico", sotto la Cattedrale Svetitskhoveli. La fede in Cristo ha aiutato la Georgia a sopravvivere tante disgrazie e conservare la spiritualità sorprendente, non inclinata dai decenni di regime. Non importa toccare con le mani il miracolo: il vero miracolo è dentro di ognuno di noi.
    Ogni anno il 1 ottobre la Georgia venera la Sacra Tunica.

Lo Stemma dei Bagrationi

La famiglia reale dei Bagrationi (Mukhrani, Moukhrani), una tra le più antiche dinastie del mondo, che trae le sue origini dal biblico Re Davide, è l'unica che nello scudo araldico, oltre all'arpa e la fionda, ha anche la tunica di nostro Signore Gesù Cristo, per non tacere del fatto che la medesima arma da molti secoli fu lo scudo di Stato del Regno di Georgia.
    Bisogna anche dire che tutti i reali della Georgia si incoronavano nella Cattedrale Svetitskhoveli a Mtskheta dove secondo la tradizione che dura quasi da due millenni fu sepolta la Tunica di Gesù.
Sacre Reliquie del Palazzo Dadiani in Zugdidi
Il Palazzo Dadiani in Zugdidi

La Sacra Tunica della Madonna

La Sacra Tunica della Madonna
"...Nella lettera (15 maggio del 1640) mandata allo Zar Mikhail Fedorovich il Principe Levan Dadiani comunica al monarca russo che ai suoi ambasciatori furono mostrati la Tunica di Cristo, il Chiodo e la Corda-cintura di Gesù, pure la Tunica della Madonna, oltre ad altri reliquie custodite presso il Principe Dadiani in Zugdidi (Zougdidi).
         Dopo il crollo dell'Unione Sovietica dalla Georgia si comunica notizia che la Sacra Tunica della Madonna, custodita tutti questi anni presso il Palazzo Dadiani in Zugdidi, è sempre lì, intatta e in buoni condizioni..»»
"Nell'anno 2000 casualmente grazie alla macchina fotografica digitale, sulla Sacra Veste della Madonna fu evidenziata l'immagine di Cristo che prima, a occhio nudo non era visibile"...»»»

Il Chiodo della Crocifissione

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acre ossa di S.Marina, S.Giorgio, Giovanni Battista e S.Kvirike
Altre Sacre Reliquie in Georgia

La tomba dell' Apostolo S. Matteo (+60 ca.) a Gonio (vicino Batumi)

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a tradizione georgiana vuole il manto del Profeta Elia portato dagli ebrei georgiani e custodita a Mtskheta nella Cattedrale Svetitskhoveli

"Jvari Patiosani"- La Sacra Croce - contiene la parte della Croce del Signore, pezzo dell'cedro e della croce di vite di S.Nino

La croce di vite fissata con i capelli di Santa Nino

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orgente salubre di Santa Nino, che secondo la tradizione, apparve dopo la preghiera di S.Nino

La tomba di Santa Nino nell monastero di Bodbe di Santa Nino (VI sec.)

L'icona di Anchiskhati, lavoro dell'orefice del XII sec. Beka Opizari

Miracoloso Trittico di Khakhuli
(1071-1078)

Sarcofago di San Giovanni Crisostomo a Comana

La tomba di San Basilio (+308 ca) a Comana

La tomba di San Pyrrhus di Breti

La tomba di San Joseph di Alaverdi (+570)
Molto spesso il miracolo "toccato" e "indagato" non è più un miracolo. La Sacralità provata scientificamente più perde che acquista, al meno per i fedeli è impossibile dissacrare le sepolture e mettere sotto i raggi "X" per avere la Fede.

La tomba di Sant' Antonio da Martkopi (Martmkofeli)

Sacre ossa di San Neophite di Urbnisi (+ 660)

Sacre Reliquie (Tbilisi)
«Beati coloro che crederanno senza aver visto»
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Il vessillo della Georgia denominato“Gorgasliani-Davitiani” (secondo i nomi dei Re famosi) fu immutato dal IV secolo fino ai tempi del Re Giorgi V Magnifico (Brillante, Splendido) ed era un labaro con la croce rossa sul campo bianco.

Bandiera georgiana Al vessillo della Georgia furono aggiunti altre quattro croci nel segno di difesa del Santo Sepolcro e di custode delle chiavi di Gerusalemme
Secondo il saggio dello storico georgiano Dott. D. Kldiashvili.
Il vessillo della Georgia denominato “Gorgasliani-Davitiani” (secondo i due Re famosi) fu immutato dal IV secolo fino ai tempi del Re Giorgi V Magnifico (Brillante, Splendido) ed era un labaro con la croce rossa sul campo bianco.
Il Re Giorgi V scelse un politica cauta verso lo Stato di Ilkhan, entrando pure nei rapporti d'amicizia con il Primo Emiro Choban Noin. Il Re Giorgi V riuscì di unificare politicamente lo stato georgiano e cominciò le opere di ricostruzione. Come risultato della sua saggia politica fu quello che nel 1320 gli ambasciatori georgiani, capitanati da Pipa Kvenipneveli, durante le trattative con il sultano di Egitto Al Malik Al Nasir El Muhammed, riuscirono ad ottenere per la Georgia il diritto dei Guardiani del Santo Sepolcro che durò ben 48 anni, mentre il Re Giorgi V fu denominato un milite e protettore del Santo Sepolcro (Riportato dalle “Cronache degli Eristavi”-XIV sec).
Da allora al vessillo della Georgia furono aggiunti altre quattro croci nel segno di difesa del Santo Sepolcro e di custode delle chiavi di Gerusalemme.
Dal IX secolo i Re georgiani della Dinastia Bagrationi sono chiamati i “Re-figli unti del profeta Davide e Dio”.
Secondo la storiografia georgiana il biblico Re Davide che fece Gerusalemme come capitale della Giudea e il Re Salomone furono gli antenati della dinastia Bagrationi e l'aspirazione dei re georgiani al Santo Spolcro e la loro suprema devozione verso Cristo si presenta ancor più giustificata e fondata.
Dalle cronache di Procopio di Cesarea: “Tra tutti i popoli da noi conosciuti, gli iberiani (georgiani) sono ritenuti più religiosi”.
Nel 1529 i georgiani riuscirono nuovamente di riavere i loro diritti dei custodi del Santo Sepolcro sotto la guida del Re Giorgi IX di Kartli, ma a causa delle risorse economiche scarse e tasse molto alte nel 1574 tale diritto venne perduto dai georgiani e fu dato ai più ricchi francescani (povero San Francesco! – nota mia)
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L'Icona miracolosa della Madre di Dio detta Georgiana (fu lo scià Abbas a sotrarrla dai georgiani nel 1622)

La Chiesa Georgiana Otodossa e Apostolica è una delle più antiche del mondo. Qui il cristianesimo divenne religione di stato nel 326. L'impero romano avrebbe seguito di lì a poco. I georgiani seguono la confessione ortodossa, ma sono riusciti a mantenere l'indipendenza sia dai russi che dai greci. Il patriarcato autonomo ha sede a Tbilisi. Qui, nella cattedrale di Sioni, abita e celebra la messa la massima autorità ecclesiastica: il Catholicos.

Arcimandrite Ambrosi Khelaia (successivamente il Patriarca - Catholicos della Georgia), Vescovo Anton Giorgadze, Arciprete Kalistrat Tsintsadze (successivamente il Patriarca - Catholicos della Georgia)
Mantenere l'indipendenza, per la piccola chiesa georgiana, non è stato sempre facile. L'autocefalìa (il diritto di costituire una chiesa a sé, distinta da quelle russa e greca) venne conquistata dai georgiani nell'VIII secolo. La chiesa russa in primo luogo non ricobbe il ripristino di autocefalia della chiesa georgiana, di conseguenza fu la rottura del contatto fra due chiese. Il contatto è stato ristabilito nel 1943 nei tempi del Patriarca Sergius (Stargorodsky) e del Patriarca - Catholicos della Georgia Kalistrate (Tsintsadze) (il mio venerato avo).
Patriarca - Catholicos della Georgia Kalistrate (Tsintsadze) nacque il 25 aprile nell'anno 1866 nella famiglia del prete. L'istruzione ricevuta fu quella in primo luogo nel Seminario di Kutaisi, successivamente nel Seminario di Tifliss e nell'accademia ecclesiastica di Kiev, dalla quale fu graduato nel 1892 con il titolo di candidato di teologia. Nel 1893 fu elevato nella dignità di prete e per 32 anni prestò servizio ecclesiastico nelle differenti chiese di Tiflis. Il Padre Kallistrat riusciva coniugare la sua attività di prete con quella sociale essendo il membro della Duma Municipale, il segretario ed il membro delle diverse società scientifiche, il membro del Consiglio del seminario di Tifliss , insegnava la religione nelle scuole secondarie maschile. Dopo la perdita della sua consorte, si fece monaco ed nel 1925 fu elevato nella dignità di vescovo. Nello stesso anno fu onorato del grado di mitropolite. Dal 1932 fino al 1952 (l'anno del suo decesso) ricoprì la carica di Patriarca - Catholicos della Georgia. Nel 1949 fu nominato come membro onorario dell'Accademia Ecclesiastica di Mosca.

Arciprete Kalistrat Tsintsadze (successivamente il Patriarca - Catholicos della Georgia)-il mio avo
Dal libro dell'Archimandrita Rafail Karelin: "Il Patriarca Kallistrate (Tsintsadze) per lungo ha pregato dinanzi all'icona di San Nicola, ed allora ha detto: “Sei arcivescovo, ed io sono un patriarca, quindi ascoltami ed attua la richiesta del patriarca

Il Papa Giovanni Paolo II e il Patriarca - Catholicos della Georgia Ilia II, Tbilisi, Georgia,8-9 novembre 1999
L'indipendenza nazionale, ottenuta nel 1990, ridiede fiato alla religiosità diffusa e sentita di questo popolo. Le chiese, sia pur scure e austere, sono sempre animate da un allegro via vai. A ogni ora della giornata c'è sempre qualcuno che entra per accendere una candela, formulare una preghiera, acquistare un'icona o un santino. Le funzioni religiose della chiesa georgiana sono molto più ricche, lunghe e solenni di quelle cui sono abituati gli italiani. I canti che intervengono continuamente nella cerimonia e il forte odore di incenso ne sono le caratteristiche principali. Per tutta la durata della celebrazione l'essenza profumata viene cosparsa sui sacerdoti, sulle immagini dei santi e - quasi uno a uno - su tutti i presenti. Finito il giro, si ricomincia. Un aspetto di mistero, comune a tutte le chiese ortodosse, è offerto dall'iconostasi, una porta di legno ornata di icone e immagini sacre che separa il sacerdote dai fedeli nel momento dell'eucarestia, distribuita sotto forma di pane fermentato. Nelle chiese georgiane non sono conosciuti i confessionali, se anche le confessioni le fanno, ma in presenza diretta del sacerdote, il segno della croce si fa da destra a sinistra, durante la messa periodicamente il sacerote si inchina dinanzi al suo gregge in segno che è peccatore pure lui e chiede perdono alla gente, non si volgono mai le spalle all'altare. Quando si esce lo si fa camminando all'indietro.
Georgia: terra di antiche radici cristiane, ponte tra Oriente e Occidente
*di Giulio Ginnetti -Tratto da ‘Radici Cristiane’, n° 7, settembre 2005
*Il 9 marzo 2005 ha presentato le proprie lettere credenziali il nuovo ambasciatore, di Georgia. Si tratta della principessa Khétévane Bagration de Moukhrani, nata in Francia, 50 anni, sposata con un principe della nobiltà romana Don Raimondo Umberto Maria Orsini d'Aragona. Nel suo messaggio al nuovo ambasciatore, il Papa ha auspicato «un dialogo costruttivo affinché alla comunità cattolica sia assicurata una adeguata protezione legale nell’esercizio della propria missione». Il nuovo ambasciatore da parte sua ha ricordato che l’allaccio delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Georgia di nuovo indipendente risale al 1993 e che il nuovo governo, presieduto da Mikhail Saakashvili, «ha desiderato, nominando un ambasciatore residente, sottolineare l’importanza che dà al ruolo della Santa Sede…».
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Intervista a S.A.R. la principessa Ketevan Bagration de Moukhrani

L'ambasciatore georgiano presso la Santa Sede, la principessa Khetevane Bagration de Moukhrani Orsini d'Aragona

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Sostieni la Georgia!
(in italiano)
Genocidio georgiano

Tragedia del popolo georgiano


Materiale riportato dai siti di
Besiki Sisauri e Giorgi Nikoladze
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Il conflitto Georgiano-Abkhazo, o la guerra di Abkhazia, comprende il conflitto etnico tra i Georgiani e Abkhazi nel territorio della Repubblica autonoma della Georgia (“Abkhazeti„ in georgiano) nel 1992-1993.
La guerra lunga di 13 mesi, fra le forze del governo di Georgia e i separatisti Abkhazi sostenuti dalla Russia ha portato 30.000 morti ed oltre 250.000 rifugiati.
Il conflitto rimane aperto.

Lo stesso vale per il conflitto congelato nella Regione di Tskhinvali (la cosi detta Ossezia del Sud).
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La zia dei miei figli, la ragazza di 28 anni che soffriva di diabete è morta perché ci fu la guerra e lei non aveva né insulina, né possibilità di fare dei controlli, circondata dall'orrore e disperazione.
Lo zio della mia carissima amica che mise in salvo la famiglia, ma non voleva lasciare la sua abitazione in Abkhazia ai nemici, fu ammazzato perchè un georgiano che non cedeva la sua proprietà.
Le storie simili sono tantissime e la Georgia sanguina tutt'ora.
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Al processo di risoluzione dei conflitti "congelati" in
Georgia contribuiscono tutte le menti brillanti del paese, tra i quali è mio cugino Dott. Lasha Tugushi, un giurista, un giornalista famoso
(vincitore del concorso internazionale dei Giornalisti "Gold Quill"- la penna d'oro) e direttore del quotidiano "Rezonansi",uno tra i più letti e diffusi giornali in Georgia. Oltre d'essere uno degli autori della "Guida della Libertà d'Informazione", è anche uno dei creatori del progetto per la risoluzione dei conflitti congelati in Georgia.
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Il più aggiornato notoziario sulla Georgia in lingua italiana
a cura di Mario Brunelli

Dott. Lasha Tugushi

(mio cugino)

diffusione quotidiana di notizie in ambito politico, sociale ed economico
, monitoraggio, ricerca ed analisi sulla Georgia

Notizie su "Georgia"


Davide il Costruttore Bagrationi (David IV Agmashenebeli)
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regnò dal 1089 al 1125, il sovrano più ammirato dai georgiani, santificato
Il padre di Tamara, Giorgio III (1156-1184) non ebbe figli maschi, per cui ancora vivente, nominò nel 1178 la figlia erede al trono della Georgia (monarchia nazionale dal VII secolo), associandola a lui nel governo.
Nel 1184 il re morì e Tamara assunse il titolo di ‘mephe’, che nella lingua georgiana vuol dire re, mancando il lessico regina.
I vassalli tentarono di limitare il potere della sovrana e Tamara all’inizio cedette alquanto, ma poi un poco alla volta, ristabilì il potere assoluto, riunendo attorno alla corte i nobili a lei fedeli. Bisogna ricordare un fatto storico interessante che l'Imperatore Federico il Barbarossa era intenzianato di sposare suo figlio Filippo con la Regina Tamar, ma il matrimonio non accadde per diversi ragioni.

Regina Tamara
,
nipote di Davide il Costruttore, la famosa regina di Georgia, regnò dal 1184 al 1212, santificata
Al tempo del suo regno, la Georgia raggiunse il vertice dello sviluppo economico, politico, scientifico e culturale; questo periodo a cavallo fra il XII e XIII secolo, viene nella letteratura scientifica, denominato in senso metaforico “Rinascimento georgiano”.
Le due grandi vittorie contro i musulmani, ottenute presso Sciamkori nel 1195 e presso Basiani nel 1203, aumentarono la sua fama, la forza della Georgia e la sua importanza nell’ambito dell’Oriente cristiano, estendendo il suo dominio in buona parte del Caucaso fino a Trebisonda, allora città strategica bizantina.
Particolarmente importante fu il suo contributo allo sviluppo della Chiesa, sia nel regno, sia nei monasteri georgiani del vicino Oriente e dell’Impero Bizantino; incoraggiò la fondazione di molti monasteri, a Bertubani, Betania, Quinzvisi, ecc.
Soprattutto del famoso complesso dei monasteri e chiese rupestri di Varzia, nella Georgia meridionale; in alcune di queste chiese, vi sono tuttora affreschi che rappresentano il vero volto della regina, morta nel 1213.

Vardzia
fungeva da rifugio per la regina Tamara in occasione delle periodiche invasioni da sud.
Vardzia, situata nel sud della Georgia, scavata nelle viscere del monte Erusheti tra il XII e il XIII secolo. Quando fu completata, durante il regno della regina Tamara, la città era in grado di ospitare 20 mila abitanti. Nonostante i vari terremoti che l'hanno progressivamente minata, ancora oggi si possono distinguere la cattedrale, il monastero, i bagni, la piazza principale, le stalle e diverse biblioteche. Alcuni corridoi sono talmente lunghi e intricati da formare un labirinto, con tanto di passaggi segreti e trabocchetti.

Rustaveli, Šota,
Il consigliere e tesoriere della regina Tamara, innamorato disperatamente di lei si sarebbe fatto monaco, sepolto a Gerusalemme.
Šota Rustaveli è l' autore del capolavoro della letteratura georgiana medievale, il poema epico-cavalleresco Il cavaliere dalla pelle di leopardo (noto anche come L'uomo nella pelle di tigre e La pelle di leopardo), di ca. 1600 quartine di versi rimati di sedici sillabe, che, pur rispecchiando l'influsso dell'epopea romanzesca persiana, è espressione dello spirito nazionale e ha avuto larga popolarità (è anche stato tradotto in diverse lingue). L'opera, che si svolge in Paesi esotici, descrive in realtà i costumi, il cerimoniale e la virtù della corte della regina Tamara ed esalta le virtù cavalleresche, quali l'amicizia, l'amore nobile e generoso, la carità e la fedeltà, soprattutto verso il sovrano.
Nota.Prima traduzione italiana in versi a cura di Antonio Bonelli

Il cavaliere dalla pelle di leopardo
di Šota Rustaveli, illustrazioni del pittore georgiano Sergo Kobuladze
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Davide il Costruttore Bagrationi (David IV Agmashenebeli)

Accanto al monastero di Gelati re Davide il Costruttore, il sovrano più ammirato dai suoi moderni discendenti, fece edificare nel 1106 una grande accademia di Gelati, animata per tutto il medio evo da giuristi, teologi, filosofi e traduttori. Qui, dove poi re Davide volle essere sepolto, veniva insegnata la lingua georgiana, si traducevano le opere dei filosofi greci e i manoscritti del tempo. Sia pur piccola, isolata e continuamente in guerra, la Georgia riuscì così a creare un proprio autonomo motore di vita culturale.

Accademia di Ikalto

La Georgia sviluppò le ricche tradizioni scientifiche nel corso dei secoli. E' conosciuto un contributo immenso dei studiosi georgiani nelle scuole di filosofia e retorica di Colchide (IV sec), dei centri spirituali e culturali della Palestina (V sec), Siria (VI sec), Grecia (X-XV secc) e Bulgaria (XI sec) come pure delle Accademie di Ghelati e di Ikalto (XI-XII secc) nella Georgia.
La Georgia medioevale fu distinta dall'alto livello di sviluppo di filosofia, storiografia, letteratura, arte, particolarmente quello artigiano e l'architettura tradizionale, teologia, legge e legislazione, astronomia, geografia, medicina, ed altri campi di scienza. Ciò è confermato dai manoscritti unici antichi degli autori georgiani e stranieri e rappresenta l'eredità culturale del popolo georgiano.
All'inizio del quinto secolo fu creato un monumento magnifico di letteratura georgiana “Il Martirio di Santa Shushanik " di Jacob Tsurtaveli . Il colmo della letteratura georgiana medioevale è il poema epico-cavalleresco "Il cavaliere dalla pelle di leopardo" di Shota Rustaveli.
L'accademia georgiana delle scienze fu fondata nel febbraio 1941. I predecessori diretti dell'accademia furono gli scienziati georgiani dell'accademia delle scienze dell'Unione Sovietica e dell'Università di Stato di Tbilisi che organizzarono un certo numero dei centri scientifici di ricerca dagli anni 20 e 30 del XX secolo.
I primi sedici membri dell'accademia georgiana delle scienze si occupavano di matematica e scienze naturali e delle scienze sociali.
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Armenia
Il termine Armenia fu coniato dai popoli confinanti a partire dal nome della più potente tribù presente nel territorio (gli armeni, appunto) e deriva da Armenak (o Aram), un discendente di Haik e un grande condottiero del popolo armeno. Il nome originario del paese era Hayq, divenuto più tardi Hayastan, traducibile come "la terra (stan è un tipico suffisso persiano per indicare un territorio) di Haik". Secondo la leggenda, Haik era un discendente di Noè (essendo figlio di Togarmah, che era nato da Gomer, a sua volta nato dal figlio di Noè, Yafet) e, secondo la tradizione cristiana, antenato di tutti gli armeni. Haik si stabilì ai piedi del monte Ararat, partì poi per assistere alla costruzione della Torre di Babele e, ritornato, sconfisse il re assiro Nimrod presso il lago di Van, nell'attuale Turchia. Fonti pre-cristiane riportano invece la derivazione dal termine Nairi (cioè "terra dei fiumi") che è l'antico nome della regione montuosa del paese e che è usato da alcuni storici greci sia dall'iscrizione di Behistun, ritrovata in Iran e risalente al 521 a.C.

Georgia
Le civiltà cristiane del Caucaso
Nelle mie vene scorre il sangue dei due grandi popoli cristiani
Armenia
Mio padre era un georgiano...Meno male vissi in Georgia dove potevo conservare la propria identità, al meno quella georgiana. La musica, la letteratura, una cultura grande dell' antichissimo popolo cristiano che oggi conta poco meno di 4 milioni. Sopravisse... La chiesa nutritì la mente e le anime della gente (segretamente). Nella terra georgiana i georgiani convivono pacificamente con gli armeni, azeri, ebrei, ossezi, curdi...
Mia madre è un'armena dai genitori armeni, che a loro volta con i genitori, fugiti dal genocidio armeno, si stabillirono in Russia, lei conobbe mio padre durante le sue vacanze nella città balneare. La mia mamma non sa armeno, si sforza a sentirsi tale, ma è una grande esperta nelle scienze, letteratura russa e tutto russo, i tesi postlaurea ha fatto in russo. Le sue ninnenanne furono russe, le poesie russe ecc...
Ci sono tutte le confessioni in Georgia, ma quando nel 1977 la Grande Russia stabilì nella nuova Costituzione dell'URSS che solamente la lingua russa doveve essere quella di stato (fu riportata una nuova definizione di una nuova formazione storica-POPOLO SOVIETICO-come quello amenricano!), la Georgia si oppose a tutto ciò e non ebbe paura di essere fucilata nelle piazze per le manifestazioni in difesa della lingua georgiana come già accaduto nel 1956 e accadrà nel 1989. Nell'aprile del 1978 fu Shevardnadze che riuscì di sistemare e deviare un grande pericolo che correva la Georgia con le manifestazioni studenteschi contro l'articolo della Costituzione, e quanto non sono l'ammiratrice di Shevardnadze-postsovietico, nel 1978 il suo fu un passo eroico e la Georgia fu l'unica delle repubbliche a conservare come una seconda lingua di stato quella sua, GEORGIANA.
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Asia Bagdasarova
, la nonna alla quale "devo" la mia fede cristiana
...Mi ha allevato lo stato sovietico, e pur essendo una credente (segretamente, dopo che è morta mia nonna, il mio segreto non sapeva nessuno sulla faccia della terra!), nei tempi di Perestroica servivo lo Stato, il Partito, ero tra i capi del governo politico giovanile della capitale Tbilisi. Sono fortunata di essere nata e vissuta in Georgia, ho la mia identità nazionale, i miei figli sono cresciuti con le ninnenne sia georgiani che russe, conosciamo la cultura sia georgiana che russa (oltre di quella del mondo), ci hanno educato di rispettare ogni popolo, ma non dimenticare chi siamo.
Sapete quella fiaba dove un topo che sognava di volare fu trasformato dal Dio in un Pipistrello. Quando ha volato verso gli uccelli, lo hanno colpito e cacciato via, come pure i parenti topi non l' hanno voltuto più. E proprio per questo il Pipistrello si nasconde dal mondo e esce di notte.
Sono contenta che il mio popolo georgiano FIN ad ORA ha saputo di non diventare il Pipistrello. Ma che ci porta domani?...
Sono convinta che in Russia e in altre ex-repubbliche sovietiche la gente comune capisce che le discordie sono sempre le opere dei governatori che sanno come manipolare le situazioni per i propri interessi. Ci sono spesso anche dei governatori cattivi e ignoranti che deviano il proprio popolo e lo portono verso il precipizio. Non esistono le querre buone, tanto meno è un'assurdità: la guerra preventiva. L'uomo non riesce o non vuole più dialogare, ma abbraccia subito il fucile. All'inizio fu il verbo e il verbo era Dio... Quelli che si scordano di Dio sono facili prede di rabbia e sono destinati a diventare una folla pronta a crocifiggere. Ama il tuo prossimo come te stesso... I russi, georgiani, armeni, ossezi, azeri, abkhazi, altri sanno come volersi bene, ma ormai fanno parte del gioco che nessuno può più fermare...
Ma se ogni genitore pregasse e educasse i figli secondo la preghiera "Gemito della Madre per i suoi figli" il Mondo in cui viviamo sarebbe diventato meglio...Sarebbe stata la soluzione unica...
Preghiera

O Dio! Creatore di tutte le creature, applicando favore al favore,Tu mi facesti degna di essere madre di famiglia; la Tua benevolenza mi regalò dei figli ed io oso dire: essi sono i Tuoi figli!
»»»

La Storia si ripete. La mia famiglia, quella da parte armena già subì il "GRANDE MALE " - la loro "Scioa" che loro chiamano "Metz Yeghern". I miei antenati dovettero cercare rifugio, così la famiglia si sparse tra la Russia, Iran, Germania...
L'OLOCAUSTO ARMENO 1914-1918
..."Ad aggravare la tensione fra turchi e armeni vennero anche gli intrighi russi tendenti a sfruttare la comunità armena facendo leva sulla solidarietà religiosa tra ortodossi. La tensione finì con l'esplodere tra il 1890 e l'inizio della prima guerra mondiale in ripetuti massacri, in parte riconducibili a rappresaglie spontanee da parte della popolazione tacitamente incoraggiata dalle autorità, in parte a una vera e propria politica ottomana di deportazione. Questo secondo aspetto assunse durante il conflitto e negli anni immediatamente successivi le dimensioni del genocidio, con l'uccisione di quasi due milioni di armeni e l'esodo di altre centinaia di migliaia di persone che trovarono asilo nei principali centri della diaspora armena: Iran, Europa, America, Iraq, Siria e Libano. Il territorio abitato dagli armeni venne frantumato dal crollo degli imperi ottomano e zarista"...

Ambartsum Bagdasarov

Olga Karabekova
con la madre Sofia Avetisova

Olga Karabekova con i figli Ashot, Asia e Suren Bagdasarov (mio nonno, futuro ingegniere)

Famiglia di Ovanes Chomarian e Vartanush Aslanian con i figli Iasha,
Asia(Asthik-mia nonna, futuro ingegnere) e Ieriknaz e genero Aslan Sarkisian

Famiglia Bagdasarov e Reznikov, Germania

I miei zii Seda e Vartkes, Teheran

Mia madre seguì la tradizione di famiglia e divenne un ingegnere anche lei. Nella foto lei è indicata con la freccia rossa. Qui mia madre fa di persona un sopralluogo sulla costruzione di sua invenzione che è destinata a fermare i fanghi e detriti torrenziali provenienti dalle montagne.

La "diga" inventata e progettata da mia madre fu costruita nella valle del fiume Duruji e da 20 anni protegge la città Kvareli (Georgia orientale, Kakheti) dai frequenti fenomeni naturali: torrenti di fango e detriti provenienti dalle montagne che prima distruggevano la città, facendo anche tante vittime umane. Su questa opera di mia madre fu basata la sua tesi di dottorato sotto la guida di uno dei fondatori della Accademia delle Scienze Georgiana Acc. Kiriak Zavriev e dei Prof. Kisiria Givi e Prof. Kherkheulidze Irakli.
In Georgia sono frequenti dei fenomeni naturali come frane, alluvioni, torrenti di fango e detriti che hanno la forza di distruzione potente e pericolosa. Nell'Istituto della ricerca scientifica della mecanica edile e resistenza sismica all'inizio mia madre, cercando e sperimentando i vari modi per calcolare e perfezionare il metodo migliore per far cessare o ridurre i risultati dei suddetti fenomeni distruttivi, realizzò un modello artificiale, una costruzione, una "diga" di cemento armato, montata da elementi prefabricati, retticolata e tredimenzionale a tempo stesso. Dopo le ricerche minuziose la "diga" fu costruita per difendere la città di Kvareli, più delle altre città tormentata dai torrenti di fanghi montagnosi. La costruzione di mia madre funziona da oltre 20 anni, difendendo la città, la popolazione, agricoltura del posto. Il resultato ha datto ottimi risultati, tanto che questo metodo è consigliato per la lotta contro i fanghi e detriti torrenziali provenienti dalle montagne.
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Bagdasarian, Bagdasarov deriva dal patronimo armeno del biblico Baltasar (o Baltazar, o Baldassar). La versione "Bag" è un eponimo persiano che significa "divino", "Dio". Il nome "Bagdasar" significa "la forza divina", "la forza di Dio". La stessa provenienza hanno il nome della città di Bag-dad come pure il nome della dinastia dei Bag-rationi che si sintetizza in Pantokrator dal greco ("Dio dell'Universo").


L'associazione Italiarmenia dal 1991 promuove e favorisce iniziative che approfondiscano i rapporti tra l'Italia e l'Armenia
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Georgia
Tblisi, la capitale della Georgia, la mia città natale è gemellata con Palermo
Italia
L'Italia entrò nella mia vita con le favole e filastrocche di Gianni Rodari. Negli anni 60-70 tutta l'Unione Sovietica canticchiava le canzoni italiane che ci furono presentati da un ragazzo romano con la voce bellissima Robertino Loretti. Mi ricordo dei dischi vinili dei miei genitori con la canzone "Ciao, ciao, bambina!". Dopo ho conosciuto dei film meravigliosi dei registi famosi italiani, e se anche scrupolosamente censurati dai servizi speciali, fecero la loro irrimuovibile impronta su tutti che li vedeva. Ora posso fare una conclusione che la censura sovietica dava via alle opere di alta cultura e di valore classico e tradizionale perché ora, vivendo in Italia, mi trovo in un mondo già abbastanza conosciuto. La retrospettiva musicale e filmografica italiana non è estranea per me. La vera cultura e bellezza dell'anima italiana superava le barriere e le frontiere sovietiche per rimanerci per sempre.
I "primi" italiani da vivo che vidi furono quelli che vennero nel 1976, fu il giorno di 9 Maggio-la festa della fine della Grande Guerra Patriotica (1941-1945).
  • ...i romani eressero a Roma, sul campo Marzio una statua di Parsman II il Buono, re d'Iberia. È senz'altro un fatto indicativo che proprio a Roma furono pubblicati i primi libri georgiani a stampa. A Roma viveva ed operava un nostro celebre connazionale, teologo e filologo, Michel Tamarati che, con la sua ininterrotta attività, ha portato alla nostra conoscenza numerose fonti storico-letterarie. Non posso non menzionare con parole di gratitudine i missionari italiani Archangelo Lamberti, Pietro della Valle, Cristoforo de Castelli, che hanno lasciato testimonianze preziosissime sulla vita della Georgia dei XVI-XVII secolo...
  • ...Palermo è la città molto legata alla storia della missione teatina di Georgia, perché vi passavano i gruppi missionari mandati in Oriente. Inoltre molti Teatini erano siciliani...
  • ...l'evangelizzazione cattolica in Georgia ha sei secoli di storia: dal 1230 fino al 1845.
La delegazione dei partigiani italiani resero omaggio al monumento del Milite Ignoto nel Parco della Vittoria a Tbilisi. A proposito dei partigiani e della resistenza: esiste un Eroe Nazionale d'Italia che fu georgiano, Fore Mosulishvili, oltre a 1000 georgiani hanno combattuto in Italia nella Resisitenza.
In Georgia mi ricordo sempre di un italiano che tutti i georgiani considerano un amico del nostro paese: è Tonino Guerra. L'amicizia con un famoso regista Rezo Tabukashvili ha fatto sì che l'Italia e la Georgia si avvicinassero ancora di più.
La Georgia fu menzionata numerose volte in Italia nei tempi, ad esempio nelle opere di Carlo Goldoni ("Bella georgiana") e Carlo Gozzi ("La donna serpente").
La vera cultura, una grande amicizia non riconosce le frontiere. L'Unione Sovietica fu chiusa quasi per tutti quando a casa del grande registra Sergei Parajanov a Tbilisi io sentivo parlare dei personaggi di fama internazionale , ma lo stesso "mondo chiuso" dell'Unione Sovietica si appriva davanti a me quando il nipote di Parajanov, Georgiy (il futuro regista che presentò al Festival di Cannes 2004 fuori concorso il suo film sul suo zio "I died in my childhood"), mio compagno di scuola e di teatro popolare che frequentavamo da ragazzi, come i protagonisti della cultura mondiale stendevano una mano d'aiuto al Grande Regista. Allora per me Sergei Parajanov fu semplicemente lo zio del mio amico che stava scontando una pena in prigione. Ero lì, vedevo le sue strane opere di una strana arte, i suoi collage e non sapevo di toccare la storia con le mani. La storia di un armeno, nato in Georgia, laureato e vissuto in Russia, in Ucraina, in Georgia, sepolto in Armenia, ma le opere del quale rappresentono il patrimonio dell'Umanità. La sua è anche una storia di amicizia tra le persone di diverse nazionalità, confessioni che sanno venire incontro quando è indispensabilmente neccessario.
Gli ultimi 15 anni la Georgia fu messa in ginocchio. Tra i paesi che hanno teso una mano d'aiuto c'è anche l'Italia. C'è un detto russo: "Una pace malatuccia è sempre meglio di una sana guerra". Ma quando la disgrazia ti bussa alla porta, sei fortunato se ti porge una mano un amico.
Non si tratta di grandi sacrifici, basta una buona volontà, anche quello che stanno facendo nel paese di Rondine l'Associazione Rondine Cittadella della Pace
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"La Georgia risiede ancora viva nel mio cuore,
non so spiegare esattamente perché,
ma di sicuro ci tornerò!
"
Tre indimenticabili giorni in Georgia

Dal “DIARIO DI VIAGGIO DI GEORGIA 2001
di Marelli Emiliano

al quale va un nostro ringraziamento speciale per l'affetto e benevolenza che mostra nel suo diario verso il popolo che sa accogliere amici con le braccia aperti
...Tre giorni vissuti al pari di intere settimane,
alla memoria immagini, suoni, sensazioni, emozioni,
di luoghi antichi mistici e misteriosi, non intaccati dal turismo di massa e quindi reali, vivi, presenti,
di simboli immensi e tangibili nonostante la distruzione, di guerre e di logorii,
di situazioni paradossali, per noi “dell'altro mondo”, così normali e di routine in Georgia,
di persone che combattono ogni giorno la povertà, non certo quella interiore
...››
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D
ott. Sergio Romano
Dott. Sergio Romano, lo storico e il diplomatico italiano
per il "Corriere della Sera"
Il regno di Georgia protetto dall'imperatore Bush
...I georgiani sono i cittadini di un piccolo Paese, ma figli di una lunga storia. Hanno una forte e antica identità nazionale e cristiana, ma vivono in un territorio costellato di minoranze etnico-religiose (gli ossezzi, gli abkhazi, gli adzhari) e circondati da Stati potenti. Quasi sempre, nel corso della storia, hanno dovuto barattare l'indipendenza contro la sicurezza e lo hanno fatto generalmente ricercando la protezione di uno Stato lontano contro nemici troppo vicini. In un breve libro apparso qualche mese fa («L'annessione della Georgia alla Russia 1783-1801», Campanotto editore), Luigi Magarotto, docente di russo e georgiano all'Università di Venezia, ha ben raccontato le vicende che si conclusero nel 1801 con l'annessione russa della Georgia.»»
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D
ott.Fabrizio Romano
Intervista a Fabrizio Romano - ex-ambasciatore italiano a Tblisi
...Da un punto di vista personale mi ha colpito il fatto che in una regione ancora poco conosciuta da parte europea esista comunque una tradizione antica che ha profondi tratti in comune con quella europea, cioè il fatto di aver vissuto in qualche modo, talvolta direttamente, talvolta di riflesso, il mondo greco, il mondo romano e poi di essere stata insieme all’Italia uno dei primi Paesi cristiani della storia. Ecco, quindi, quello che ci lega è una comune tradizione lungo gli anni...››


PROGRAMMA ITALO-GEORGIANO DI COLLABORAZIONE ECONOMICA
IGEPP rappresenta il primo progetto italiano volto a promuovere la cooperazione industriale e l'interscambio commerciale con la Georgia e il Sud Caucaso
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Piccola grammatica georgiana
Autore: di Mantovani Luigi
Editore: Urban - Anno 1997

Autori:
Padre Luigi Mantovani e Marina Otskheli
Dizionario italiano-georgiano.


Autori:Nino Tsetsvadze, Claudio Debiasi, Tinatin Akhmeteli


PRIME EDIZIONI del primo vocabolario georgiano e del primo libro stampato con caratteri georgiani in Europa.
E' dedicta a papa Urbano VIII è di Achille Venerio, agente della Congratio de Propaganda Fide. Paolini fu il primo direttore della Congregazione, i cui torchi cominciarono a lavorare nel 1626. Nel '29 fu pubblicato anche l'Alphabetum Ibericum sive Georgianum, mentre la prima grammatica georgiana risale al 1643. L'opera fu composta grazie all'aiuto di Irbachi (Iroubakidze alias il principe Cholokashvili), che nel 1626 era stato mandato dal re Teimouraz I al papa in qualità di ambasciatore.

Dittionario Giorgiano e Italiano, Composto da Stefano Paolini con I'aiuto del M.R.P.D. Niceforo Irbachi Giorgiano, Monaco di S.Basilio. Ad uso de'missionarii della Sagra Congregatione de Propaganda Fide. In Roma, Nella Stampa della Sagra Congr. de Propag. Fide.(I)DCXXIX. Con licenza de'superiori

Alphabetum Ibericum sive Georgianum

MAGGIO Francesco Maria.