La Colchide una regione del Caucaso: è la patria di Medea, figlia del re Eeta, discendente del Dio Sole


Terra del Toson d'Oro

Era ed Atena ordinarono ad Eros di far innamorare Medea di Giasone, affinché lo aiutasse a recuperare il vello d'oro.



Jeani, Lali e Shalva Burduli
La Georgia raccontata da me... La Georgia come la conosco io. La storia di una famiglia il nome della quale porto con l'orgoglio. Un dovere, una promessa spirituale a due uomini alla memoria dei quali e alla memoria di miei antenati mi inchino e con tanto amore e devozione dedico questa pagina.

Lali Burduli
Questa pagina racconta:
*Georgia e Italia nella mia vita
*Dal Diario di viaggio in Georgia 2001 di Marelli Emiliano
*Il regno di Georgia protetto dall'imperatore Bush di Dott. Sergio Romano
*Intervista a Fabrizio Romano- ex-ambasciatore italiano a Tblisi
*IGEPP-Programma Italo-Georgiano di collaborazione economica
*Piccola grammatica georgiana
*Teatro
*Cinema
*Musica
*I Foto-link I
*Vini e acqua minerale
*I Foto-link II
*"Da dove provengono i georgiani.." Dott. Giorgi Gabeskiria
*La' dove si incontrano l'Italia e la Georgia
*"Nelle famiglie Della Valle e Del Bufalo scorre anche il sangue georgiano..."
*"Dalle Dolomiti al Caucaso", la storia dei Dzalagonia italiani
*"L'emigrazione politica georgiana in Italia ed altro" a cura del Dott. Sergo Parulava
*I'Amore cantato in tre lingue
     
Lì, sul Caucaso, condannato ad un atroce supplizio, era incatenato Amirani, il "fratello" georgiano di Prometeo, colpevole di avere donato agli uomini il fuoco
Così incatenò il Titano ad una roccia sulle montagne del Caucaso, e dispose che ogni giorno l’Aquila divorasse il fegato di Prometeo

"Nell'Oriente esiste un popolo cristiano dei valorosi guerrieri, ardui, robusti e forti"...

San Giorgio-Lomisa, antiche origini della cavalleria georgiana

Storicamente il paganesimo in Georgia fu associato alla Luna. La divinità Lomisa (di Leone) che gode la popolarità straordinaria nella Georgia caucasica, sopra tutto nella regione Mtiuleti, prende origine nei tempi precristiani, nell'età di bronzo è associato al Sole. Lomisa, si narra, si stabilì sulle montagne di Mtiuleti. Fu un giovane guerriero sul cavallo scarlatto con la frusta in mano, con ogni colpo della quale abbatteva il male....
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Burduli.
Secondo il saggio del Dott. Alexandre Nazgaidze, Tbilisi, 1994.
Istituto Internazionale della cultura, storia e etnologia georgiana-caucasica.
Nome “Burduli” è di origine eponomico e proviene dalla regione montagnosa del Caucaso - Khevsureti, da dove il cognome si è sparso per tutta la Georgia, (Pshavi, Mtiuleti, Tianeti, Kakheti, Basaleti, Shiraki).
Esiste un'ipotesi che i Burduli erano di cognome Arabuli ed abitavano nella Khevsureti.
Uno dei Arabuli di nome Burdia, dopo aver giustiziato qualcuno del luogo, è dovuto andare a vivere dall'altra parte del crinale, nella Mtiuleti (l'unica regione della Georgia che non ha subito la schiavitù...»»»
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“I georgiani hanno tanti libri -manoscritti tra i quali ci sono tanti delle Sacre Scritture sulla vita dei padri greci (proprio come abbiamo noi), antichi Canoni; i libri sui cavalieri, come pure i libri delle fiabe e poesie.”
Notazioni sul regno de' Georgia Cristoforo Castelli 1642.
“...Pigliò allora il P.D. Giacomo l'evangelo Giorgiano e gli fece leggere...”
“...I Giorgiani nell'esterno ne paiono tante canesche quando son' appresso de pesci spada...”
Avitabile, Don Pietro, Relazione di Georgia, anni 1624[-]1638, 1650
Il Testamento della stirpe Burduli
dal libro “Narrazioni epiche e leggende georgiane”
Capitolo “Eroi popolari – fautori della libertà”
Ci assalivano nei vecchi tempi degli ossezi. Si radunavano in gruppi armati e assalivano i villaggi. Oggi toccava il borgo Arkhvati, domani – Mleta, dopo domani – Seturni...
A loro arrivo era obbligatorio di accoglierli, ammazzando un vitello, facendo un buon brodo, dissetandoli con la birra. Inoltre chiedevano “martebuli” - una ragazza o una giovane donna per passare la notte insieme. Il turno di ospitare gli invasori toccava secondo il sorteggio.
Il destino scelse la casa Burduli. Si narra che loro avevano una torre molto alta. Erano nove fratelli ed una sorella...»»»

Santuario di San Giorgio di Lomisa
I Burduli.
Nella leggenda sull'eroismo di Burduli si narra come ...»»»

Qui sotto vi riporto un'altra testimonianza riguardando la gloriosa storia della famiglia Burduli, quella dello scrittore-storico osseto.
Principe d'Aragvi

Dal racconto di Seka Gadiev(trad. Lali Burduli).»»»


I guerrieri khevsuri,
1900 ca
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Pellegrinaggio per la Festa di San Giorgio di Lomisa a Mleta
...
Sin ai giorni nostri tutti i custodi di Lomisa provengono
dalla stirpe di Khutsa – Burduli...

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: " Sul crinale della montagna di Lomisa esiste la chiesa di San Giorgio (per questo motivo la montagna porta il suo nome) edificata senza la cupola."

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: "Da sud Lomisa guarda verso Ksani /valle del fiume/, da nord verso la Mtiuleti/regione montagnosa del Caucaso/.."

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: "Le falde della montagna non sono alberati, vi sono erbe e fiori, alberi crescono solo lungo le valli..."

La chiesa di San Giorgio, è costruita sul
crinale, divisore dei fiumi Ksani e Aragvi nel VIII-IX secolo

Paesaggio invernale di Lomisa

La festa di Lomisa ha luogo nella 7° domenica dopo la Pasqua.

San Giorgio è il protettore dei viandanti. Sul percorso dei pellegrini ci sono dei sorgenti d'acqua.

Là dove, secondo la leggenda, ha riposato il Toro Lomisa di San Giorgio, furono edificate le nicchie per la sosta e la preghiera.

Gli arcipreti (dekanozi-savi della comunità) del Santuario di San Giorgio di Lomisa provengono solamente dalla stirpe Burduli.

Nel giorno di Lomisa (Lomisoba) a Mleta si raduna tanta gente per la devozione e la preghiera.

Il Santuario di San Giorgio di Lomisa,VIII-IX secc.

L'antico campanile


La maggior parte della chiesa è nella roccia, consiste da due livelli.

L'arciprete che deve essere sempre della stirpe Burduli porta fuori dalla chiesa il vessillo di San Giorgio di Lomisa e lo porta a piedi sulla cima di monte dove prende luogo la festa con i riti di sacrificio animale.

Dai tempi antichi i pellegrini esprimono la loro devozione, cilicio del pentimento o la richiesta da esaudire un desiderio tanto aspirato, mettendo sul collo una catena di ferro (50 kg ca) con il collare, facendo tre giri intorno al santuario con le preghiere.

A manifastare la devozione a San Giorgio di Lomisa vengono anche a giorno d'oggi, ci sono tanti giovani a mettersi la catena di ferro come cilicio per le loro promesse o richieste a San Giorgio di Lomisa.

Il geografo, storico e cartografo georgiano, principe Vakhushti Bagrationi (1696-1757) scrive: " Vi sono posati in dono numerose icone e croci d'oro e d'argento."

Ci sono tante icone e croci donati dai pellegrini devoti.

La Chiesa saggiamente ha
accettato l'antica tradizione e convivono così in sintonia la leggenda e la fede. Ogni pezza annodata vicino al santuario insieme alle candelle significa il desiderio da esaudire,
chiesto al Santo.

La porta di quercia del santuario fu coperta dalla corazza di ferro nei XVI-XVII secc. a seguito del miracolo avvenuto e collegato con essa

Il santuario nell'attesa dei suoi devoti...

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La statua d'oro di San Giorgio, Santo patrono della Georgia, posta su una colonna di 33 metri nella Piazza della Libertà a Tbilisi

La statua è un dono dell'autore-scultore georgiano Zurab Tsereteli, Presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Russia nel giorno della festa di San Giorgio, il 23 novembre del 2006, il terzo anniversario dalla Rivoluzione delle Rose
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Mentre Dio distribuiva terre a tutti i popoli del mondo, i georgiani erano impegnati, come al solito, in una gigantesca tavolata. Essi arrivarono in ritardo, come sempre, e Dio disse loro che tutte le terre erano già state assegnate. I georgiani, senza esitare, risposero che erano in ritardo solo perché avevano brindato in onore di Dio Onnipotente. Saputo ciò, Dio fu così felice che diede ai georgiani quella parte della Terra che aveva riservato per sé.

Kartlos fu fondatore e padre eponimo leggendario della Georgia, nel relativo nucleo di Kartli (cfr. Iberia Caucasica). La sua storia è narrata nelle chronache georgiane medioevali, Kartlis Cxovreba, scritta secondo la tradizione orale da Leonti Mroveli nell'undicesimo secolo.
La leggenda vuole Kartlos come figlio di Targamos e, quindi, fratello di Haos, Movakos, Lekos, Heros, Kavkasos, e Egros dai quali presero le loro origini gli altri popoli caucasici. Kartlos ha unito la sua gente sotto la sua guida ed ha fondato la città di Kartli. Ha avuto parecchi figli - Mcxetos, Gardabos, Kakhos, Kukhos, Gachios, Uphlos, Odzrkhos, Javakhos – che divennero i fondatori eponomici e primi governatori di Mtskheta, Gardabani, Kakheti, Kukheti, Gachiani, Uplistsikhe, Odzrkhe, e Javakheti, rispettivamente.
Nel III secolo AC il Re Iberico Pharnavaz rivendicò la sua discendenza da Kartlos, essendo denominata Kartlosiani (Kartlosid) la sua discendenza
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L'Icona miracolosa della Madre di Dio degli Iberi (detta Iverskaya) proviene dal Monte Athos del monastero di Iveron che significa "degli iberi", perchè fondato dai georgiani, pii Ioannis l’Iviras e da Ioannis il Tornikios e custodita fino alla morte da un eremita georigiano di nome beato Gabriele

Secondo la tradizione, Iberia, denominata anche Georgia , è la provincia predestinata alla Madonna. Santo Stefano ci riferisce che dopo l'Ascensione del Nostro Signore, gli Apostoli e la Madonna rimasero in Gerusalemme di attendere il Conforto promesso, fu allora quando lottizzarono i paesi dove ciascuno di loro doveva andare a predicare l'insegnamento di Cristo. Quando con timore e reverenza lanciarono il sorteggio per la Madonna, il suo destino cadde sulla terra iberica. La Madonna ebbe l'intenzione di partire per l'Iberia dopo del giorno di Pentecoste, ma un angelo che le appare, la trattenne, dicendo che sarebbe dovuta rimanere a Gerusalemme avendo già l'età avanzate, mentre per la sua terra prescelta partì l'Apostolo Andrea, Protocletos, che predicò lungo il Mar Nero e convertì i popoli georgiani: guruli, imeri, megreli e abkhazi, ma non raggiunse la Georgia orientale. Predica nella regione anche S. Simone che sarebbe stato seppellito a Comani (vicino Sokhumi), S. Matteo che sarebbe stato seppellito a Gonio (vicino Batumi), S. Bartolomeo e S.Taddeo

Santa Nino (Santa Nina)
che convertì la Georgia al Cristianesimo
Tre secoli dopo nella terra prescelta per la Madonna fu mandata la Santa Vergine Nina per predicare nella terra d'Iberia: Kartli e Kakheti. Santa Nino (Santa Nina) nacque in Cappadocia ed era l'unica figlia dei genitori pii e nobili: il padre Zabulon, generale romano, e parente di San Giorgio, e la madre Susanna, sorella del patriarca di Gerusalemme. Divenne orfana dell'età di 12 anni e suo zio, patriarca di Gerusalemme si occupò di lei. Conduceva vita pia e di fede cristiana. La ragazza, una volta saputo della tunica del Signore, si interessò dove fosse. Ha saputo che il sacro abito, la tunica del Signore fu conservata nell'Iberia, nella città Mtskheta. Con la benedizione dello zio Patriarca, Nina partì per la terra di Kartli (Georgia orientale). Ebbe tanta difficoltà, ma superò con pazienza tutto. Una volta, nel sonno le si presentò l'angelo che le promise l'aiuto del cielo. Svegliandosi, Nina, ritrovò nelle mani una croce fatta di viti. Così, benedetta dal Signore, Nina cominciò di predicare.

La croce di vite fissata con i capelli della Santa Nino si conserva nella Cattedrale di Sioni in Tbilisi.

Santa Nino scelse il posto Bodbe